Immagini per comunicare

Quando osservo una fotografia, indipendentemente dal fatto se è "costruita" o "vera", cerco di capire cosa il fotografo vuole "comunicare" con la sua immagine; perchè penso che il fotografo cerca di "fermare" con un'immagine quel particolare che gli altri non vedono, e nel mostrare ciò che ha " fermato" col suo scatto permette agli altri di cogliere un aspetto della realtà che altrimenti passerebbe inosservato. Anche se spesso è difficile cogliere quel sottile "confine" tra ciò che noi vediamo e ciò che in realtà esiste.
Vedere e pensare sono momenti inseparabili di un sistema cognitivo unitario?
O sono sistemi interagenti ma largamente autonomi? Secondo Kanizsa l'espressività è frutto di un'elaborazione primaria, premessa fondamentale di qualsiasi intervento del "pensiero"; per R.L.Gregory la percezione è alla base di tutta la nostra esperienza e della nostra capacità di comprendere, sia nella scienza, sia nell'arte e nella vita di ogni giorno…..
Ma a prescindere da come e perché noi "vediamo" le immagini, e al di là della polemica se la fotografia sia arte o no, c'è comunque "un'emozione che accompagna il nostro guardare", e quell'emozione mette in moto un'insieme di processi cognitivi e non…miranti sia alla lettura inconscia dell'individuo, sia ad altre finalità.

Immagini per ricordare

Una fotografia non è solo rappresentativa di un ricordo personale (come ero), ma è anche e soprattutto un ricordo sociale (come eravamo in quell'epoca), o una fetta di tempo e di vita di qualcuno, un momento "congelato" che svela il contenuto inconscio di chi ha realizzato la foto o di chi la sta osservando. Le fotografie sono utili perché risvegliano ogni genere di ricordo, di emozione, le esperienze emotive vengono ridestate nel momento in cui le immagini ci mettono a confronto con le nostre sensazioni, facendo riemergere sentimenti passati o dimenticati.

Immagini per vivere

Aristotele: "l'anima non pensa mai senza un'immagine"

Julia M. Cameron: " desideravo fermare tutte le cose belle che mi si presentavano davanti"

Franco Ferrarotti: "Viviamo in una civiltà visiva, popolata di immagini. Anche la scienza moderna privilegia il momento della vista su quello del tatto, dell'odorato. Ma l'occhio umano vede meno rapidamente e meno fedelmente dell'obiettivo, di più: l'occhio umano è naturalmente, inevitabilmente selettivo.Certe cose gli ripugnano, istintivamente le mette tra parantesi, le appanna, le offusca, infine le cancella, cioè le annulla: scotomizzazione integrale. La fotografia è più onesta. Restituisce all'occhio umano la realtà oggettiva,ne aiuta la capacità di realismo; riscopre, fa riscoprire il valore del documento,della testimonianza."

Robert Doisneau: " In fondo cerco di dimostrare, grazie a quella che si considera la funzione primaria della fotografia, che il mondo nel quale vorrei vivere esiste un po’, esiste davvero."

Nelle definizioni dei grandi che ho citato è racchiuso un po’ del mio pensiero e del mio "vivere" la fotografia……………

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